martedì 4 maggio 2010

London Heart Pictures


Viaggiare ha un significato tutto particolare. Per me rappresenta l'occasione per tornare a quelle sensazioni che si provano da bambino: tutto è nuovo e viene visto con quella ingenua curiosità e con quell'entusiasmo che ti fanno sentire vivo per davvero.
Questa sensazione la si può provare quando si crea un forte legame con l'ambiente circostante o con le persone.
Pochi giorni fa sono tornato da Londra. Non si è trattato della prima visita, e la città, pur sempre da scoprire, ormai mi era in qualche misura familiare.
Il brivido, il forte brivido dell'entusiasmo, questa volta l'ho provato parlando con alcuni miei amici italiani che vivono a Londra.
Ricorderò sempre la bellissima sensazione provata nel cuore della notte, sul Tamigi. Io e Ivano affacciati su un ponte a discutere delle nostre vite, dei nostri propositi; chiacchiere che se avessimo chiuso gli occhi avrebbero potuto essere confuse con quelle abituali, fino a quando non li avremmo riaperti e visto di fronte a noi, sotto una bellissima luna piena, il London Eye ed il Big Ben riflessi sul Tamigi. Una cornice fantastica a suggello di una amicizia importantissima!

Trafalgar Square per me significherà, d'ora in poi, la relatività delle situazioni. Io, Pietro ed Alessio stavamo aspettando un bus, il 29, che non sarebbe mai arrivato. Eppure è stata probabilmente l'attesa "inutile" più interessante della mia vita.
Discutere con persone che hanno preso davvero decisioni coraggiose mi ha dato una carica immensa. Sentire Pietro parlare della sua scelta di lavorare con i senza tetto, Alessio raccontare dei malati indiani sorridenti che ha assistito, unitamente alla mia sensibilità per queste tematiche, ha creato una sinergia tra noi tre che difficilmente si crea tra amici dopo anni di frequentazioni.
Parlare col cuore accade troppo di rado nelle nostre relazioni quotidiane. In viaggio, invece, mi capita molto più spesso di sentire davvero una sensazione di condivisione profonda con chi mi sta davanti.
Con le persone che incontro in viaggio, quando ci si saluta, ci si abbraccia. Si crea un contatto più diretto, forse perchè davvero si è dato all'altro qualcosa proveniente dal profondo di noi stessi.
Volendo conservare nel mio cuore alcune fotografie di questa esperienza , tratterrei sicuramente l'immagine mia, di mia sorella Jessica e dei miei genitori al loro hotel, con la moglie del proprietario, un'indiana sulla sessantina, che ci manda un bacio dalla finestra; la sagoma scura mia e di Ivano sul ponte sul Tamigi e sullo sfondo la città; il tramonto a Primrose Hill con Alessio, Pietro ed Elisea; Il sorriso di Nicole di fronte al mio imbarazzo nel mangiare al ristorante thai; Sara che trascina a mano la sua bicicletta per la città raccontandomi le sue esperienze.

In questo breve viaggio ho sicuramente trovato ciò che cercavo, un contatto diretto e genuino con persone meravigliose.

Sincerely yours,
Saggioman

martedì 16 marzo 2010

Oslo: Dørene lukkes




Io e "The Maths", Saggioman e Il Mazzuolatore ad Oslo, chi l'avrebbe mai detto?
Viaggio insolito e, devo ammetterlo, davvero bellissimo e divertentissimo!
Che emozione trovarsi faccia a faccia con una delle cinque versioni dell'Urlo di Munch!
Che voglia di essere grandi visitando il Nobel Peace Price Museum!
"Dubito fortemente che siano arrivati davvero in America, Saggio", mi disse il Mazzuolatore al museo delle navi vichinghe.
Esperienza unica la crociera nel fiordo in barca a vela! Parlavamo di Corichimba con delle ragazze brasiliane, e intanto sentivamo il mare ghiacciato rompersi sotto di noi circumnavigando isolotti coperti da foreste innevate.
Già, il fiordo...uno spettacolo indimenticabile, soprattutto visto dall'alto: dalla foresta in collina, in prossimità del trampolino per il salto con gli sci; oppure visto al tramonto, quando siamo saliti, penso in spregio alla legge, sopra il tetto innevato dell'Opera House di Oslo, dove il Maths stava per lasciarci una gamba.
Da cartolina il Vigeland Park, dove le tondeggianti forme delle statue degli uomini e delle donne nude si confondono nell'armonia della soffice neve che ad Oslo tutto avvolge.
La notte ci apparteneva ad Oslo.
La vita da ostello ti vieta di dormire, ci son troppe persone e troppe culture da conoscere. Come le nostre amiche greche Vassondi e Marw, che ci hanno insegnato un po' della loro cultura, qualche parola, qualche autore.
Il nostro amico russo Stefan ci ha raccontato un'adolescenza fatta di povertà, senza un tetto, senza il pane, con il comunismo...e un'età matura fatta di mille lavori in giro per l'Europa e una sensibilità commovente.
Il primo approccio con loro è avvenuto in stanza, mentre fumavano Joints...dopo un'ora, voltandomi ho notato che sotto le coperte c'era anche un ragazzo marocchino con un grosso Corano sotto il braccio. Il poveretto si è alzato infuriato chiedendoci di uscire...gli inconvenienti della vita da ostello!
Grazie a questi amici e agli italiani Gianluca e Francesco, sabato sera ci siamo dati al ballo scatenato.Sembra strano, ma mi sono divertito! Forse il merito è da attribuirsi al russo, che a cena continuava a versarmi vodka e redbull, forse a Francesco, che non può negarsi, è un diavolo di ballerino instancabile.
The Maths, ma un po' tutti a dire il vero, quella sera cadde in amore, fell in love, con una bellissima ragazza norvegese...
A parte quella sera, tante volte siamo caduti in amore. Come si sa le ragazze norvegesi sono favolose, anche se assolutamente fredde e, di conseguenza, sotto altri profili poco interessanti.
Convenimmo che il secondo punto, nel caso di specie, non ci interessava.
Cadde dalle scale invece, e perse i sensi per diversi minuti, un polacco ubriaco fradicio. Ripresosi, i suoi connazionali si abbracciarono e andarono in giro per l'ostello cantando "Polska, Polska!", con assoluta fierezza.
Più tardi delle tre di notte, sabato sera, ci ritrovammo tutti a cantare e ballare "take me home, country roads" assieme ad un cantante di strada.
Il Mazzuolatore vide rifiutata la sua proposta di prendere lui il microfono, ma con il suo solito fare, non se la prese.
Una delle cose più divertenti è stata sentire chiamare Sandrino <> dagli amici Stranieri con i loro diversi accenti. Buonanotte Masuola-tòre, e così sabato dopo le quattro andammo a dormire.

E' stato un viaggio molto diverso da quelli scorsi, più veloce, più intenso, più assurdo per certi versi. Così come assurdo è stato il volo di ritorno.
Io e The Maths ci siamo ritrovati in mezzo ad un gruppo di ragazze norvegesi impazzite che continuavano a ridere e ad urlare, con le quali abbiamo intavolato una delle discussioni più assurde di sempre. Con un improbabile Mazzuolatore nella parte del killer uscito di prigione dopo aver scontato diversi anni di reclusione.
Urla e applausi crescevano esponenzialmente con l'approssimarsi dell'atterraggio.
Poi l'atterraggio e l'applauso finale, quello che davvero aveva un senso.

Dørene lukkes, "le porte si chiudono" ripeteva la voce computerizzata sulla metropolitana di Oslo ad ogni fermata.
Dørene lukkes, le porte di una fase della mia vita si sono chiuse, ricorderò questo viaggio come "il viaggio di passaggio" tra una fase stupenda, ed un'altra ancora da venire e scoprire, sicuramente da vivere!

Sincerely yours,
Saggioman

mercoledì 18 novembre 2009

Endeavour - Ultimo post da Sydney


Tutto era nato cosi`: era la sera del 23 agosto, in quei giorni ero afflitto dal dubbio di partire o meno per l`Australia. Quella sera fui catturato da un brevissimo sonno mentre ero seduto in cucina con Deianira, e in quel lampo di incoscienza mi venne in mente la parola ``Endeavour``. Non avevo idea di cosa si trattasse, cosi` andai a leggerlo su internet sollecitato da lei. Si tratta della nave con la quale Captain Cook arrivo` in Australia, che grande coincindenza!
Naturalmente non lo avevo mai letto da nessuna parte, e rimasi assolutamente esterrefatto. Era una segno del destino, e queste son cose che per me contano tantissimo.
Cosi` la mattina seguente presi coraggio e decisi di comprare il biglietto per Sydney, mancavano 25 giorni e fino ad una settimana prima non avevo neppure il dubbio di partire a settembre.
Volevo tornare in Australia, ma pensavo di farlo piu` tardi, magari verso gennaio...ma quel sogno brevissimo mi ha spinto a correre incontro al mio destino.
Cosi` parti` con questo grande dubbio: perche` Endeavour? perche` sto decidendo di partire proprio ora solo per via di un sogno?
Ora lo so benissimo che cosa rappresentera` quel nome nel mio futuro, e sono felicissimo di aver seguito il mio istinto.
Questi mesi sono stati favolosi, ricchi di grandissime esperienze che mi hanno permesso di crescere ulteriormente.
Sono partito dicendo che e` meglio innamorarsi della vita all`inizio dell`Avventura, e torno convinto che quando tra qualche anno mi guardero` indietro saro` fiero delle mie scelte perche` sono pazzamente innamorato della mia di vita!
Per ora vi lascio con un velo di mistero, ma sappiate che quando mi sentirete parlare in futuro di una cosa chiamata Endeavour, dietro a quel nome esiste questa storia, la storia di un viaggio bellissimo durato due mesi, nato dalla certezza che seguire una ``coincidenza`` puo` rendere fantastica la propria vita.

ci si sente in Italia,

Sincerely yours, Saggioman

domenica 8 novembre 2009

Nuova Zelanda


Lo so, il blog e` dedicato all`Australia...ma come fare a trascurare i magnifici giorni trascorsi in Nuova Zelanda? Qui e` impossibile descriverli, pero` posso riportare qualche sensazione. Ho viaggiato sa solo. Ho noleggiato una macchina e ho girato l`isola del sud. Circa 2000 km in in 8 giorni. Ho visto posti magnifici e conosciuto gente straordinaria...proprio quello che cercavo. Viaggiare da soli permette di riflettere molto, si ha tantissimo tempo per guardarsi dentro e conoscersi profondamente mettendosi alla prova senza nessuno che possa fare da scudo.
Fino ad ora avevo viaggiato con Deianira o con amici, e da solo e` tutta un`altra cosa. Non puoi mai scappare da te stesso. Ti ritrovi a dare sfogo alla tua personalita` sempre e comunque. Quando hai voglia di fare amicizia ti butti in situazioni improponibili: come quella volta in cui a Westport sono entrato in un pub per cercare di conoscere della gente del posto ...e dopo dieci minuti mi ritrovavo seduto con una lesbica col cane, un ragazzo direi almeno alticcio che continuava a dire motherfucker, e alcune persone piu` o meno normali a mangiare e bere, per poi dare un passaggio a due di loro (uno dei quali portava alla fidanzata un pelouches con un cuore in mano) fino ad una localita` a 2 ore di macchina da la`.
Poi ci sono le lunghissime ore di macchina da solo, e sei li` che pensi ai motivi che ti hanno spinto a viaggiare...volevi evitare le quattro mura e l`orario 9-17...e ora sei da solo in mezzo a vallate incantevoli e laghi turchesi...ma fai fatica a renderti conto della fortuna, soprattutto i primissimi giorni.
Ci sono le amicizie in ostello, con gente che ha deciso di viaggiare solo in autostop e ha storie magnifiche da raccontare; ragazzi che hanno preso anni sabbatici; gente che ha lasciato la carriera del settore immobiliare per trovare se stessa; hippies; persone allegrissime; persone timidissime; gente che sa cosa cerca e gente che semplicemente gira comprando pacchetti turistici senza fantasia...
Un giorno ho preferito non essere pigro e non comprare il pacchetto turistico che mi avrebbe permesso di salire su un ghiacciaio con gente senza fantasia, per andare invece a fare un percorso alternativo gratis con Thiago, un ragazzo brasiliano che con me condivide moltissime idee. Abbiamo trascorso delle ore stupende. Se avessi comprato il pacchetto avrei camminato sul ghiacciaio, in fila con altre 15 persone...come a scuola, come al lavoro, come dappertutto seguendo una guida che ci avrebbe riempito di nozioni...ma io e Thiago eravamo d`accordo: dal Viaggio non puoi portare a casa nozioni, ma emozioni. E quella mattina fu molto emozionante davvero.
Poi ci sono le cose che in Italia non mi sarei mai sognato di fare, perche` da solo. E cosi` da solo ho seguito una messa in una chiesa anglicana, e alla fine sono uscito con tutti i fedeli e ho stretto la mano al prete che stava sulla porta della chiesa per salutare tutti, uno ad uno.
Sono andato da solo in un bagno termale in mezzo alla foresta pluviale, la pace dei sensi.
Sono andato da solo a mangiare il pesce in un ristorante. Uno di quei piatti che si devono per forza condividere...me lo sono mangiato tutto io, con la gente che passava davanti e mi guardava strano!!!
E poi sono andato al cinema da solo, a vedere l`ultimo film di Michael Moore, Capitalism, a love story.
In definitiva devo dire che questo viaggio mi ha insegnato ancora di piu` a stare da solo, e devo ammettere che trovare l`equilibrio non e` stato poi cosi` difficile, basta letteralmente fregarsene del giudizio degli altri e seguire il proprio istinto o il proprio cuore...cerchero` di riportare il piu` possibile questo approccio anche quando saro` a casa.
Nell`attesa mi godo gli ultimi 10 giorni di Australia.

Sincerely yours, Saggioman

martedì 27 ottobre 2009

Flashback

Questi giorni sono giorni speciali...Mi rendo conto di essere al settimo cielo. Ogni giorno sto in spiaggia, cammino, corro, faccio snorkeling in mezzo a pesci coloratissimi, nuoto in piscine di acqua di mare. Conosco sempre gente nuova con storie fantastiche e imparo tanto. Lavoro con gli orari italiani, e quindi nel tardo pomeriggio australiano. Tra tre giorni parto per la Nuova Zelanda e faro` il mio primo viaggio in solitaria. Insomma...ho realizzato un altro sogno e sono veramente in pace con l`universo.
Tuttavia non mi piace guardare al risultato ottenuto senza imparare niente. Da dove arriva questo momento magico? Dove ha le sue radici?
Nella fase piu` negativa dell`ultimo anno.
Nei mesi di marzo e aprile le cose non andavano cosi` bene. Il lavoro andava decisamente male e stavo cominciando a credere che i miei sogni fossero solo utopie. Le giornate passavano noiose e mi rendevo conto che iniziavo ad ingrigirmi.
Forse mi ero montato la testa e stavo davvero buttando la mia laurea nella spazzatura come alcuni mi portavano a pensare.
Inziavo a dubitare delle mie scelte e probabilmente mi ero creato un ideale di vita che esiste solo nel mondo dei sogni.
Chi sa come mai in queste fasi mi vengono sempre in mente gli insegmanenti ricevuti da bambino?
Il mio allenatore preferito, mister Rustignoli, in una mattina del `96 mi fece un discorso tanto semplice quanto vero. I momenti negativi finiscono sempre. Bisogna avere la forza di finire la scalata della montagna, perche` dopo la vetta inizia sempre una discesa. Ma la scalata va affrontata, e pure nel migliore dei modi, per avere ancora forze per scendere e scendere bene.
Dovevo fare qualcosa per resistere alla scalata.
Mi convinsi che quel momento fosse la fase piu` importante del mio sogno. Proprio la piu` importante, quella che mi avrebbe dato voglia di riprendermi una vita come piaceva a me piu` gli interessi. Contestualmente fui introdotto allo Sahaja Yoga dal mio amico Ivano, e devo ammettere che questo e` stato fondamentale per saper prendere con distacco tutta la fase negativa, per poterne individuare i lati addirittura positivi, e per uscirne e cominciare la famosa discesa dopo la cima della montagna.
Da maggio e` iniziata la discesa: qualche giorno in Riviera, poi Londra, Portogallo, Spagna, Roma, Australia, Nuova Zelanda e...ancora, perche` quel periodo negativo lo porto sempre dentro di me per non farmi sentire mai sazio!
Naturalmente iniziata la discesa e` stato necessario avere il coraggio. Non si tratta del coraggio alla Braveheart, ma del coraggio delle piccole azioni quotidiane. Quelle che ti portano a iscriverti a un corso di ballo anche se sei da solo, quelle che ti fanno decidere di iniziare un corso di chitarra che hai sempre voluto fare, quelle che ti fanno fare amicizia nonostante la tua timidezza, quelle che in generale fanno esprimere la propria personalita` senza paura del giudizio degli altri.
Nel mio caso la personalita` si esprime attraverso la voglia di scoprire il mondo, e il coraggio sta nel farlo appena ne ho la disponibilita` economica senza trovare alcuna scusa.
Spesso le scuse e le paure si affacciano: i soldi, la famiglia, i pericoli...ma poi penso a quei mesi negativi e a quelle sere in cui, prima di andare a letto, mi affacciavo sul balcone di camera mia, guardavo gli aerei volare e fantasticavo sui motivi di quei voli e sulle destinazioni dei passeggeri, sperando a breve...di essere uno di loro.

Sincerely yours, Saggioman

sabato 24 ottobre 2009

quattro vite

Ho un sogno, quello di poter raccontare le mie scelte di vita con occhi lucidi e pieni di soddisfazione.
Questa settimana quegli occhi li ho visti quattro volte, dipinti sulle facce diverse di chi ha preso a piene mani la propria vita e le ha dato la direzione che voleva.
Ho sentito, emozionato, le avventure di chi e` partito per 4 mesi da solo per fare il giro dell`Australia in macchina alla ricerca di se stesso attraverso i percorsi che seguono gli Aborigeni nei loro Walk about. Solitudine, riflessione, sperimentazione, scoperta, tutto in un viaggio che ha portato questo ragazzo ad entrare in profondo contatto con se stesso, a capire chi davvero e`, e a dotarsi di una vera filosofia di vita personale.
Questa persona e` uno studioso dell`antropologia del diritto e del diritto dell`ambiente. E` il ricercatore che mi aveva aiutato a scrivere la mia tesi di laurea sul diritto degli Aborigeni.
Sentire parlare lui di diritto e` estremamente piu` bello ed entusiasmante di quanto non mi fosse capitato in passato. Ha una passione viscerale ed ha saputo unire la sua filosofia a quello che studia. La sua ricerca e` assolutamente originale e se portera` ai risultati sperati, sapra` portare delle novita` importanti nel modo di intendere il diritto dell`ambiente.
Sesso, droga, e viaggi pazzi in Asia e` quello che invece ho sentito raccontare da un altro ragazzo, che, diciottenne, aveva deciso di partire per l`India. Finiti i soldi dovette protrarre il suo viaggio rimanendo il tempo necessario per recuperare il denaro sufficiente per tornare in Italia. Stette quattro mesi a vagare per il continente indiano, viaggiando senza biglietto sui treni, tra capre ed altre bestie, al caldo e al freddo, reggendo e cullando i neonati altrui per otto ore, pur di conquistare il diritto a stare seduto negli scompartimenti di ultima classe. I soldi li ebbe, dall`ambasciata italiana, ma furono investiti in panette di ashish che mangio` prima di prendere l`aereo per l`Italia, per poi venderle una volta ultimato il processo al quale il nostro apparato escretore si occupa (che tocca di` per essere educati)! Da li inizio` una peregrinazione che lo ha portato a vivere in Sud America, Europa e in buona parte dell`Asia, fino all`Australia dove le avventure hanno ben altra natura. Ma le storie che sa raccontare questo ragazzo, per quanto non moralmente condivisibili dal mio personale punto di vista, sono veramente esilaranti, soprattutto quelle riguardanti il sesso, che qui non e` il caso di riportare! Ora lavora tantissimo e legalmente per fortuna. Con grandissimo impegno sta riuscendo a guadagnre molto denaro e a vivere esperienze ancora una volta fantastiche.
Di natura nettamente diversa sono le ultime due storie.
Quella di chi ha seguito la carriera da ingegnere per poi arrivare a comandare una spediazione nell`Antartico per quattordici mesi. Seduti sull`erba, difronte al mare, a guardare le balene nella loro migrazione, questo ragazzo mi ha raccontato i suoi viaggi, i suoi pensieri, la sua bellissima filosofia di vita. Tra un`evoluzione e l`altra delle giocherellone balene, mi ha descritto quegli stranissimi quattordici mesi di spedizione. Immaginate di condividere con un`una decina di persone un ambiente alieno, isolati dal resto del mondo. Lui sapeva che non ci sarebbe stata alcuna possibilita` di poter abbandonare la missione, anche se lo avesse voluto, perche` gli elicotteri per molti mesi l`anno non possono raggiungere il centro del polo sud perche` altrimenti rischierebbero il congelamento del carburante. Immedesimatevi in quella situazione...lontani dal mondo, in mezzo al polo sud, solo ghiaccio attorno a voi, il lavoro, poche persone, le stesse facce per mesi, e la solitudine...la solitudine piu` vera. Fu una grande occasione per analizzare se stesso e capire chi davvero fosse.
Ora si e` appena trasferito in Australia per ricominciare una nuova vita accanto alla donna che ama. Coraggio, carattere, passione e perseveranza. Che begli insegnamenti.
L`ultima storia e` quella di un ragazzo che si e` creato un`importantissima carriera in una banca australiana. Con una laurea in matematica ha cercato per quattro mesi di entrare in una delle banche piu` importanti del Paese. Ogni colloquio era una delusione. Quattro mesi di frustrazione continua. Ma lui credeva profondamente in se stesso e alla fine e` riuscito ad ottenere un posto come trader per una banca. Dopo un anno e` riuscito ad entrare nell`organico della banca nazionale australiana, e due giorni fa un suo progetto imprenditoriale e` stato premiato come il migliore dell`anno. Aumento generoso in busta paga e possibile scalata all`interno dell`organigramma aziendale in vista.
Tutti e quattro hanno confermato che in Italia non sarebbero stati in grado di realizzare i propri sogni poiche` il sistema non e` meritocratico. Mentre qui cio` che conta e` il saper fare. Inoltre il tentativo in atto in Italia e` quello di sottostimare le qualita` delle persone, in modo da giustificare il basso stipendio. Cio` non fa altro che ridurre l`autostima delle persone creando una societa` frustrata, dove nessuno piu` crede che qualcosa di bellissimo per le proprie vite sia possibile, e che anzi, l`unica alternativa sia accontentarsi e sopravvivere senza progetti che realmente possano almeno farci avvicinare alla felicita`.
Non so quale sara` il mio futuro, ma almeno ho conosciuto queste persone, e il loro esempio e la loro testimonianza rimarra` sempre nel mio cuore.

Sincerely yours, Saggioman

lunedì 19 ottobre 2009

My Lady Bay


Questa volta l`ho fatto...
ci sono passato davanti due volte in passato, ma non ho mai creduto fosse una buona idea e ho sempre evitato. Anzi, mi cercavo una postazione da cui poter inquadrare tutto bene e scattare una foto da far vedere agli amici per far quattro risate.
Questa volta no, ho deciso: mia cara Lady Bay, saro` uno dei tuoi protagonisti!
Del resto si vive una volta sola e se non trasgredissi nemmeno dall`altra parte del mondo che razza di saggio sarei!?
Per farmi coraggio pensavo a quei versi di Pablo Neruda ``lentamente muore``

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia
aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicita'.


Cosi, arrivato alle scalette che portano alla spiaggia, non ho perso tempo.
Giu` diretto, senza pensare se fosse giusto o se fosse sbagliato, si vive una volta sola e di tempo per stare vestito ne avro` tutta la vita!

Sincerely yours, Saggioman